Mani esperte che stimolano il punto ST36 Zusanli sulla gamba per rafforzare le difese immunitarie durante l'inverno
Pubblicato il Marzo 15, 2024

La vera chiave per non ammalarsi in inverno non è bombardare il corpo di integratori, ma risvegliare dall’interno la sua intelligenza energetica.

  • La stimolazione mirata di punti specifici, come ST36, attiva la produzione di cellule immunitarie in modo più efficace di molti rimedi passivi.
  • La qualità del tocco (pressione dolce e profonda) è più importante della forza bruta, che può addirittura bloccare il flusso energetico.

Raccomandazione: Dedica 5 minuti ogni mattina alla stimolazione del “punto della longevità” per costruire una base solida di energia difensiva prima dell’arrivo del freddo intenso.

Con l’arrivo dell’inverno, la domanda diventa un ritornello costante: come possiamo rinforzare le nostre difese immunitarie? Molti si affidano a soluzioni classiche: integratori di vitamina C, echinacea, e i saggi consigli della nonna. Sebbene utili, questi approcci trattano il corpo come un contenitore da riempire passivamente. Ma se la vera fortezza contro i malanni stagionali non fosse qualcosa da ingerire, ma un’energia interna da risvegliare?

La Medicina Tradizionale Cinese (MTC) offre una prospettiva radicalmente diversa. Da millenni, questa saggezza antica insegna che il nostro corpo è percorso da canali energetici (i meridiani) e possiede uno scudo protettivo naturale, chiamato Wei Qi (energia difensiva). Quando questa energia è forte e fluisce liberamente, siamo naturalmente resilienti. Quando è debole o stagnante, diventiamo vulnerabili a virus e batteri. Il segreto, quindi, non è aggiungere qualcosa dall’esterno, ma attivare le risorse che già possediamo attraverso la stimolazione di punti precisi: gli Tsubo, o punti vitali.

Questo articolo non è una semplice lista di punti. È un manuale pratico di autotrattamento guidato. Ti sveleremo non solo *quali* punti stimolare, ma soprattutto *come* e *perché* funzionano. Imparerai a dialogare con il tuo corpo, a usare il calore per scacciare il freddo interno e a riconoscere i “buchi neri” che prosciugano la tua vitalità. Preparati a trasformare le tue mani negli strumenti più potenti per la tua salute invernale.

Per guidarti in questo percorso di scoperta e autonomia, abbiamo strutturato l’articolo in modo da passare dai fondamenti pratici ai principi energetici più profondi. Esploreremo insieme le tecniche più efficaci che puoi applicare fin da subito.

Il “punto della longevità”: perché massaggiarlo ogni giorno ti fortifica?

Se dovessimo scegliere un solo punto per costruire la nostra resilienza invernale, sarebbe senza dubbio Zusanli (ST36), noto come il “punto della longevità” o “divina indifferenza terrestre”. Situato sul meridiano dello Stomaco, è il comandante supremo della nostra energia post-natale, quella che produciamo attraverso cibo e respirazione. Stimolarlo non è un semplice gesto scaramantico; è un’azione fisiologica profonda che tonifica il sistema digestivo, centro della produzione del Qi e del Sangue. Un sistema digestivo forte è la prima linea di difesa, capace di estrarre nutrienti vitali e trasformarli in energia difensiva (Wei Qi).

Massaggiare quotidianamente ST36 è come fare un tagliando energetico al proprio motore interno. Migliora l’assorbimento, calma la mente (poiché il meridiano dello Stomaco è legato al pensiero razionale) e rafforza l’intero organismo. Non è un caso che antichi testi narrino di come i soldati cinesi lo stimolassero per percorrere lunghe distanze senza esaurire le forze. Studi moderni confermano questa saggezza: secondo studi sulla stimolazione del punto Zusanli, dopo soli 10-14 giorni di trattamento quotidiano, si osserva un miglioramento significativo nella produzione di leucociti e immunoglobuline, i soldati del nostro sistema immunitario.

Il tuo piano d’azione quotidiano per il punto ST36

  1. Localizza il punto: Siediti e piega il ginocchio. Posiziona la base del palmo sulla rotula. Il punto si trova sotto la punta del tuo dito anulare, a circa un dito di distanza lateralmente dalla cresta tibiale. Sentirai una piccola depressione sensibile.
  2. Applica la pressione: Usa il pollice per applicare una pressione circolare e profonda per circa 5 minuti su entrambe le gambe. Non serve una forza eccessiva; la pressione deve essere piacevole e profonda.
  3. Ascolta il ‘De Qi’: Presta attenzione alla sensazione che emerge. È un dolore sordo? Un formicolio che si irradia? Questa è la sensazione del “De Qi”, l’arrivo dell’energia. Indica che stai lavorando correttamente.
  4. Sii costante: Ripeti l’operazione ogni giorno, preferibilmente al mattino, per un mese. Fai una pausa di una settimana e poi riprendi il ciclo fino a quando non senti un miglioramento generale della tua vitalità.
  5. Combina con la visualizzazione: Mentre massaggi, immagina un’onda di calore ed energia che dal punto si diffonde verso lo stomaco e l’addome, nutrendo i tuoi organi interni.

Integrare questa semplice pratica nella tua routine mattutina è l’investimento più redditizio che puoi fare per la tua salute invernale, un piccolo gesto per un grande beneficio in termini di vitalità e resistenza.

Usare il calore sui punti vitali: come funziona la moxa per scacciare il freddo interno?

In inverno, il nostro corpo non combatte solo contro i virus, ma anche contro un nemico invisibile: il Freddo patogeno. Secondo la MTC, il freddo può penetrare nei meridiani, rallentando il flusso di Qi e Sangue, causando rigidità, dolore e un indebolimento generale delle difese. Quando sentiamo quella stanchezza profonda e un freddo che “entra nelle ossa”, spesso la sola digitopressione non basta. Qui entra in gioco una delle tecniche più potenti e antiche: la moxibustione, o semplicemente “moxa”.

La moxa consiste nel riscaldare i punti vitali o aree del corpo utilizzando un sigaro di Artemisia (Artemisia vulgaris), un’erba con una straordinaria capacità di generare un calore profondo e penetrante. Questo calore non solo scalda la superficie, ma agisce in profondità, riattivando la circolazione energetica, disperdendo il freddo accumulato e tonificando la Wei Qi. È come portare il sole direttamente dove il corpo ne ha più bisogno. L’artemisia, una volta accesa, brucia a una temperatura tra i 600 e gli 800°C, e il suo spettro infrarosso ha una lunghezza d’onda particolare che permette al calore di penetrare efficacemente nei tessuti.

Questo paragrafo introduce il concetto di calore applicato. Per visualizzare come questa tecnica viene praticata, l’illustrazione sottostante mostra un sigaro di moxa in azione, che riscalda delicatamente un punto vitale.

Sigaro di moxa acceso che riscalda delicatamente un punto vitale durante un trattamento invernale

Come mostra l’immagine, il sigaro non tocca mai la pelle, ma viene tenuto a una distanza di 2-3 cm, creando una sensazione di calore piacevole e diffusa. La pratica è semplice ma richiede attenzione: i movimenti circolari orari servono a tonificare un’area debole (come l’addome o la zona lombare), mentre i movimenti antiorari aiutano a disperdere un blocco o un dolore. Applicare la moxa su punti come ST36 o sull’ombelico (CV8) per pochi minuti al giorno può trasformare radicalmente la nostra capacità di resistere al freddo invernale.

Usare la moxa è un modo per prendersi cura di sé che risveglia i sensi e porta un conforto immediato, un vero e proprio rituale per scacciare il grigiore e il freddo dell’inverno dal nostro corpo e dal nostro spirito.

Quali punti premere intorno agli occhi dopo 8 ore di computer?

La nostra vita moderna ci espone a un tipo di esaurimento sconosciuto ai nostri antenati: la fatica visiva digitale. Ore passate a fissare schermi luminosi non solo affaticano gli occhi, ma prosciugano l’energia del meridiano del Fegato (legato alla vista) e bloccano il flusso di Qi nella parte superiore del corpo, causando mal di testa, tensione al collo e annebbiamento mentale. La zona intorno agli occhi è una costellazione di punti vitali che, se stimolati correttamente, possono offrire un sollievo immediato e profondo, agendo come un vero e proprio “reset” per il nostro sistema nervoso.

Questi punti, appartenenti ai meridiani di Stomaco, Vescica Biliare e Vescica Urinaria, sono porte d’accesso per liberare la tensione accumulata. Stimolarli non è solo un’azione meccanica sui muscoli oculari; è un modo per far defluire il sovraccarico di informazioni e lo stress mentale. Come sottolinea l’esperta di Medicina Cinese Laura Vanni:

I punti intorno agli occhi non rilasciano solo la fatica fisica, ma anche la frustrazione e il sovraccarico mentale derivanti da un eccesso di informazioni non processate

– Laura Vanni, Medicina Cinese – Blog specializzato

Un breve rituale di digitopressione può trasformare una pausa caffè in un momento di profonda rigenerazione. Ecco una sequenza semplice da eseguire direttamente alla scrivania per disintossicarsi digitalmente.

  • Punto Vescica Biliare 1 (Tongziliao): Localizzalo nella depressione sull’osso, all’angolo esterno di ciascun occhio. Premi delicatamente con i polpastrelli per 1 minuto, sentendo la tensione sciogliersi.
  • Punto Stomaco 2 (Sibai): Trovalo direttamente sotto il centro dell’occhio, in una piccola depressione sulla cresta ossea dello zigomo. Stimolarlo aiuta a far circolare il Qi e a schiarire la vista.
  • Punto Vescica Urinaria 2 (Zanzhu): Si trova all’inizio delle sopracciglia, nella piccola cavità vicino al naso. Premerlo è eccezionale per alleviare il mal di testa frontale da affaticamento.
  • Pratica il “Palming”: Dopo la digitopressione, sfrega vigorosamente i palmi delle mani fino a renderli caldi. Chiudi gli occhi e coprili con i palmi a coppa, senza toccare le palpebre. Respira profondamente per 30 secondi, assorbendo il calore e il buio.

Questo semplice rituale non solo dona sollievo immediato agli occhi, ma calma anche lo Shen (lo Spirito che risiede nel Cuore), aiutandoti a ritrovare chiarezza e concentrazione per il resto della giornata.

Fare lividi premendo troppo: perché l’energia non ha bisogno di forza bruta?

Nell’approcciare la digitopressione, uno degli errori più comuni è confondere efficacia con forza. Spinti dall’idea che “più fa male, più funziona”, molti premono i punti vitali con una forza eccessiva, fino a provocarsi dolore acuto o addirittura lividi. Questo approccio, tuttavia, è controproducente. La Medicina Cinese ci insegna che il Qi è un’energia intelligente che risponde all’intenzione e alla precisione, non alla forza bruta. Una pressione eccessiva non fa altro che mettere il corpo in uno stato di allarme, causando una contrazione muscolare difensiva che, di fatto, blocca ulteriormente il flusso energetico che stavamo cercando di liberare.

L’obiettivo della stimolazione non è “rompere” un blocco, ma “invitare” l’energia a fluire. La chiave è evocare una sensazione specifica conosciuta come De Qi. Come spiegato magistralmente nel lavoro di Katsusuke Serizawa, il De Qi non è un dolore acuto e pungente, ma una sensazione sorda, profonda, a volte un formicolio o una sensazione di pesantezza che può irradiarsi lungo il meridiano. Quando senti il De Qi, hai la conferma che sei entrato in “dialogo” con il punto energetico. Il dolore acuto, al contrario, è solo un “rumore” che copre la comunicazione. Per i punti in deficit energetico (vuoti), è necessaria una pressione graduale e mantenuta per tonificare; per i blocchi (pieni), sono più indicati movimenti circolari lenti per disperdere.

Per capire meglio la differenza tra un approccio corretto e uno scorretto, il seguente quadro comparativo, basato su un’analisi dettagliata della stimolazione dei punti vitali, riassume le sensazioni e gli effetti dei due metodi.

Pressione Efficace vs Forza Bruta
Pressione Efficace Forza Bruta
Sensazione sorda e profonda (De Qi) Dolore acuto localizzato
Muscoli rilassati Tensione muscolare difensiva
Effetto immediato in secondi/minuti Possibili lividi e stasi di sangue
Energia che fluisce Blocco energetico aumentato

La prossima volta che praticherai l’autotrattamento, ricorda: chiudi gli occhi, respira e ascolta. Cerca quella sensazione profonda e quasi elettrica del De Qi. È il linguaggio del tuo corpo che ti dice: “Ti ho sentito, ora l’energia può fluire”.

Battere i canali energetici (Do-In) al risveglio per attivare il metabolismo

Se la stimolazione di singoli punti è come accordare uno strumento, la pratica del Do-In è come suonare un’intera sinfonia per risvegliare l’orchestra del corpo. Il Do-In è un’antica tecnica giapponese di autotrattamento che consiste nel picchiettare, stirare e massaggiare i meridiani energetici per promuovere il libero flusso del Qi. Praticato al mattino, è un modo incredibilmente efficace per scuotere via il torpore notturno, attivare il metabolismo e far circolare la Wei Qi, il nostro scudo immunitario, su tutta la superficie del corpo, preparandoci ad affrontare la giornata.

A differenza della digitopressione statica, il Do-In è dinamico. Utilizzando le mani a pugno leggero o a coppa, si battono ritmicamente i percorsi dei meridiani. Questo picchiettio non solo stimola l’energia, ma migliora anche la circolazione sanguigna e linfatica, riscalda i muscoli e aumenta la consapevolezza corporea. È una pratica che ci riconnette istantaneamente con il nostro corpo fisico, un vero e proprio “caffè energetico” senza caffeina. La mattina è il momento ideale perché, secondo la MTC, l’energia si sposta dall’interno verso l’esterno, e il Do-In accompagna e facilita questo movimento naturale.

L’immagine seguente cattura l’essenza di questa pratica mattutina, mostrando il gesto del picchiettio lungo i meridiani del braccio in un’atmosfera calma e concentrata.

Persona al mattino che pratica il Do-In picchiettando delicatamente i meridiani delle braccia

La sequenza mattutina è semplice e intuitiva. Un aspetto affascinante è imparare ad ascoltare le diverse sonorità prodotte dal picchiettio: un suono sordo su un muscolo può indicare un ristagno energetico o una tensione, mentre un suono più acuto e vibrante sull’osso segnala che l’energia scorre più liberamente. Ecco una sequenza base per iniziare:

  • Braccia: Inizia picchiettando con la mano destra lungo la parte esterna del braccio sinistro, dalla spalla fino alla mano. Poi risali lungo la parte interna, dalla mano fino all’ascella. Ripeti sull’altro braccio.
  • Torace: Picchietta delicatamente la zona del torace e dello sterno con i pugni leggeri per attivare l’energia del Polmone, primo organo a contatto con l’esterno.
  • Gambe: Scendi picchiettando lungo la parte esterna e posteriore delle gambe, fino ad arrivare ai piedi. Risali poi lungo la parte interna delle gambe, fino all’inguine.
  • Schiena: Per quanto riesci, picchietta la zona lombare con il dorso delle mani per stimolare l’energia dei Reni, la nostra “batteria” vitale.

Dedicare pochi minuti a questa pratica ogni mattina può cambiare radicalmente il modo in cui inizi la giornata, passando da uno stato di fatica a uno di vibrante vitalità, con il tuo scudo energetico pienamente attivato.

Dove va la tua energia? Identificare i 3 “buchi” che svuotano il tuo serbatoio

A volte, nonostante i nostri sforzi, ci sentiamo costantemente stanchi, come se avessimo un “buco” nel nostro serbatoio energetico. La Medicina Tradizionale Cinese non parla di una sola energia, ma di diverse qualità di essa, note come i Tre Tesori (San Bao): il Jing, il Qi e lo Shen. Comprendere come disperdiamo questi tre tesori è fondamentale per tappare le falle e costruire una riserva di vitalità duratura, essenziale per un sistema immunitario forte.

Spesso ci concentriamo solo sul Qi, l’energia della vita quotidiana, ma le perdite più profonde avvengono a livello di Jing e Shen. Identificare la fonte della nostra stanchezza ci permette di intervenire in modo mirato, utilizzando le tecniche di autotrattamento sui meridiani corretti per ripristinare l’equilibrio. Vediamo nel dettaglio questi tre aspetti fondamentali della nostra vitalità.

Il Jing: la nostra batteria ancestrale

Il Jing è la nostra essenza primordiale, la riserva energetica più profonda che ereditiamo dai nostri genitori. È come la batteria di base del nostro sistema: una volta esaurita, non si può ricaricare completamente. La disperdiamo principalmente con uno stile di vita che va contro i ritmi naturali: eccessi di ogni tipo (lavoro, attività sessuale), stress cronico che brucia le nostre riserve e, soprattutto, la mancanza di sonno profondo e ristoratore. Per preservare il Jing, è cruciale rallentare, dormire a sufficienza e massaggiare i punti del meridiano del Rene (come la zona lombare), che è la dimora del nostro Jing.

Il Qi: il carburante di ogni giorno

Il Qi è l’energia che produciamo quotidianamente attraverso l’aria che respiriamo e il cibo che mangiamo. Una carenza di Qi si manifesta con sintomi molto fisici: stanchezza muscolare, digestione lenta, respiro corto, voce debole e una generale mancanza di “spinta”. Le cause principali della sua dispersione sono un’alimentazione disordinata o di scarsa qualità e lo stress continuo della vita moderna, che consuma energia senza darle il tempo di rigenerarsi. Per tonificare il Qi, è fondamentale agire sui meridiani di Milza e Stomaco, i nostri “cuochi” interni, stimolando punti chiave come il già citato ST36 Zusanli.

Lo Shen: la quiete dello spirito

Lo Shen è lo spirito, la nostra coscienza, la lucidità mentale e la calma emotiva. Risiede nel Cuore. Uno Shen disturbato si manifesta con ansia, insonnia, pensieri ossessivi, agitazione e una sensazione di “mente piena”. La principale causa di dispersione dello Shen oggi è l’iper-stimolazione mentale: l’uso eccessivo di schermi, il multitasking costante, le preoccupazioni incessanti. Questo sovraccarico “surriscalda” il Cuore e agita lo Shen. Per calmarlo, è utile praticare la meditazione, ridurre gli stimoli prima di dormire e massaggiare punti del meridiano del Cuore, spesso localizzati sul polso e sulla parte interna del braccio.

Proteggere questi Tre Tesori significa costruire la salute dalle fondamenta, garantendo non solo un sistema immunitario robusto, ma anche una mente chiara e uno spirito sereno.

Il “punto antidolorifico universale” sulla mano: come trovarlo e stimolarlo?

Tra i tanti punti vitali del corpo, ce n’è uno sulla mano così potente da essere soprannominato il “grande eliminatore” o “punto aspirina”: si tratta di Hegu (LI4), o “Fondo della Valle”. Situato sul meridiano del Grosso Intestino, questo punto è una vera e propria centrale energetica per la parte superiore del corpo. La sua fama è legata alla sua straordinaria capacità di muovere il Qi e il Sangue, sbloccando le stasi che generano dolore.

Hegu è il punto di riferimento per trattare qualsiasi tipo di dolore al viso e alla testa: mal di testa, emicrania, mal di denti, dolore sinusale. Ma la sua azione non si ferma qui. Essendo un potente motore energetico, aiuta a espellere i fattori patogeni esterni, come Vento e Freddo, rendendolo un alleato prezioso ai primi sintomi di un raffreddore. La sua azione di “spingere verso il basso e verso l’esterno” è talmente forte che la sua stimolazione è fortemente controindicata in gravidanza, poiché potrebbe indurre contrazioni uterine. Questo, tuttavia, ne dimostra l’incredibile efficacia. Si stima che l’80% dei pazienti provi un immediato effetto analgesico con la stimolazione di questo punto.

Trovarlo è semplice: chiudi la mano unendo pollice e indice. Il punto si trova nel punto più alto del muscolo che si forma tra le due dita. Rilascia la mano e premi in profondità in quella depressione, dirigendo la pressione verso l’osso dell’indice. Sentirai la classica sensazione del De Qi. Oltre al dolore fisico, la stimolazione di Hegu ha anche un potente effetto sulla mente. Aiuta a “lasciar andare” non solo le tossine fisiche, ma anche i fardelli emotivi e i pensieri ossessivi che ci appesantiscono, in linea con la funzione del Grosso Intestino di eliminare ciò che non serve più.

Avere Hegu “a portata di mano” significa possedere un rimedio naturale e immediato per molti dei disturbi più comuni, un piccolo segreto per gestire il dolore e liberare la mente con un semplice gesto.

Punti chiave da ricordare

  • La stimolazione quotidiana di punti specifici come ST36 (“punto della longevità”) è un’azione concreta per tonificare l’energia digestiva e, di conseguenza, la nostra immunità.
  • L’efficacia della digitopressione non dipende dalla forza, ma dalla capacità di evocare il “De Qi”, una sensazione profonda che indica il corretto flusso energetico, evitando il dolore acuto e i lividi.
  • La nostra vitalità si basa su Tre Tesori (Jing, Qi, Shen). Identificare quale stiamo disperdendo (a causa di stress, cattiva alimentazione o poco sonno) è essenziale per un recupero energetico mirato.

Guarigione giapponese tradizionale: quali tecniche antiche aumentano la longevità?

Mentre la Medicina Cinese offre una mappa incredibilmente dettagliata del nostro sistema energetico, la tradizione giapponese apporta una sensibilità e un approccio unici, focalizzati sulla diagnosi palpatoria e sull’equilibrio tra “pieno” e “vuoto”. Tecniche come lo Shiatsu e il Do-In derivano da questa ricca eredità, ma una delle arti più antiche e profonde è l’Ampuku, il massaggio addominale giapponese. Questa pratica si concentra sul Hara, il nostro centro energetico vitale situato nell’addome, considerato la radice della nostra salute e longevità.

A differenza di un approccio che potrebbe trattare i sintomi in modo isolato, l’Ampuku va direttamente alla fonte. La filosofia giapponese enfatizza il concetto di Kyo e Jitsu. Attraverso una palpazione sottile dell’addome, un operatore esperto (ma anche noi stessi con l’autotrattamento) può identificare aree “Kyo” (vuote, fredde, carenti di energia) e aree “Jitsu” (piene, tese, con energia bloccata). L’obiettivo del trattamento è semplice e profondo: prendere l’eccesso dal Jitsu e usarlo per nutrire il vuoto del Kyo, ristabilendo l’armonia. Questo non solo regola la funzione di tutti gli organi interni, ma ha un effetto incredibilmente calmante sulla mente.

Un altro concetto chiave è quello di Ma, lo “spazio vuoto significativo”. Nella pressione, non è solo il contatto a contare, ma anche la pausa, l’ascolto, lo spazio che si crea tra un movimento e l’altro. Questo permette al corpo di integrare lo stimolo e all’energia di riorganizzarsi. L’Ampuku insegna a lavorare con il respiro, a usare il peso del corpo invece della forza muscolare e a sviluppare una sensibilità profonda che trasforma il massaggio in una meditazione in movimento. Lavorare sul Hara significa prendersi cura della nostra radice, calmare le ansie che spesso si annidano nell’addome e coltivare una base solida per una vita lunga e in salute.

L’esplorazione di queste tecniche antiche ci mostra che la via per la longevità e la salute non è una battaglia contro la malattia, ma un’arte sottile di ascolto, equilibrio e coltivazione della nostra energia vitale. Per iniziare a mettere in pratica questi principi, il passo successivo è ottenere un’analisi personalizzata della tua costituzione energetica.

Domande frequenti su stimolazione dei punti vitali e difese immunitarie

Cos’è il Jing e come si disperde?

Il Jing è l’essenza ancestrale, la “batteria di base” ereditata alla nascita. Si consuma più rapidamente con uno stile di vita sregolato, in particolare con eccessi sessuali, mancanza cronica di sonno profondo e stress prolungato. Per preservarlo, è fondamentale riposare adeguatamente e massaggiare i punti del meridiano del Rene, come quelli nella zona lombare.

Come riconoscere una carenza di Qi?

La carenza di Qi si manifesta con sintomi molto concreti: stanchezza fisica persistente, digestione lenta e laboriosa, respiro corto anche dopo piccoli sforzi e una sensazione generale di non avere “carburante”. Si perde principalmente a causa di un’alimentazione disordinata e dello stress quotidiano. Per ricaricarlo, è essenziale tonificare i punti di Milza e Stomaco, come il fondamentale punto ST36.

Quando lo Shen è disturbato?

Lo Shen, il nostro spirito e la nostra lucidità mentale, è disturbato principalmente da preoccupazioni eccessive, iper-stimolazione mentale e l’uso prolungato di schermi. I sintomi tipici sono insonnia, ansia, mente che non si ferma mai e agitazione. Per calmarlo, sono utili pratiche come la meditazione e la stimolazione di punti specifici del meridiano del Cuore, situati spesso lungo la parte interna del braccio e del polso.

Scritto da Giulia Ferri, Operatrice Shiatsu diplomata e Master Reiki con 15 anni di pratica olistica. Esperta in Medicina Tradizionale Cinese, cristalloterapia e tecniche di riequilibrio energetico per la gestione dello stress e del dolore psicosomatico.